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Salviamo la Vidari

AGGIORNAMENTI: Giovedì 30 maggio alle ore 16,30 in via San Remo, presso la Scuola Vidari, il vescovo di Torino, Mons. Cesare Nosiglia incontrerà i bambini, le famiglie e le realtà locali di zona con una visita in sostegno alla scuola Vidari a rischio chiusura causa la riduzione delle classi prime. Vi invitiamo a partecipare e a sostenere la causa assieme a noi. Saranno presenti gli organi di stampa torinesi.


SALVIAMO LA VIDARI!

 

Una scuola del nostro quartiere sta chiudendo. Si chiama Vidari: è un’Elementare che si trova in via San Remo, nei pressi di piazza Livio Bianco. Per il primo anno forse non si farà nessuna classe prima, perché gli allievi pur essendo superiori al numero minimo previsto dalla legge, sono in numero minore rispetto alla media di quelli della sede, chè è in via Collino, quindi molto distante. 

Non formare una prima classe significa in prospettiva chiudere il plesso scolastico. 

L’A.S.D.C. Sportidea Caleidos insieme ai genitori dei bambini che hanno raccolto 650 firme, alla parrocchia del Redentore, alle cooperative che gestiscono i servizi di zona, si sta battendo perché ciò non avvenga. 

La scuola Vidari è un modello di integrazione, di scuola multietnica che funziona, di didattica aperta e di qualità. I bambini non sono numeri, hanno il diritto ad una vita scolastica vicino a casa. Deportarli in una zona diversa del quartiere significa non solo creare disagi a famiglie che spesso si muovono a piedi con più figli, in diverse sedi, ma anche desertificare la zona di piazza Livio Bianco su cui da almeno dieci anni gli enti territoriali investono in progettualità e denaro. La scuola è un importante presidio sociale capace di far “vivere” quel pezzo di quartiere con sue iniziative e soprattutto con bambini che animano i giardini e con i loro genitori e fratelli che rendono vitale un’area altrimenti di esclusivo appannaggio di anziani e bande giovanili in orario serale.

Recentemente l’edificio in cui si trova la scuola è stato oggetto di interventi manutentivi con ovvio spreco di soldi pubblici se la scuola chiudesse.

Purtroppo, nonostante tutte queste considerazioni, per l’ufficio scolastico si tratta solo di numeri: nel complesso la somma dei bambini iscritti alle due scuole non è sufficiente per far scattare una classe aggiuntiva. I sedici bambini, tra cui due con sostegno, dovranno trasferirsi.

Tutto ciò ci appare inaccettabile, ma sembra del tutto normale 

• all’ufficio scolastico provinciale, 

• alla dirigente della scuola stessa, che sovraintende a dieci plessi ed è di passaggio, per cui non si batte per una soluzione alternativa al taglio,

• all’assessore al sistema educativo del Comune Di Martino, che dice di non poter far nulla,

• alla maggior parte delle forze politiche locali, cittadine e regionali, benché non sia di loro stretta competenza.

Sportidea Caleidos sta sostenendo la causa di questa succursale perché ritiene che i quartieri vivano della qualità delle relazioni che si instaurano e, laddove abitanti di case popolari e di edilizia residenziale, persone di ogni ceto sociale, provenienza geografica e religione convivono positivamente, anche grazie ad una scuola di qualità, tutto questo non possa essere considerato poco importante. Pena il degrado delle periferie e l’acuirsi di tensioni sociali. 

Segnala che del problema non si stanno facendo carico né le altre associazioni che, a parte L’ANPI, tacciono, né gli amministratori della Città che in campagna elettorale avevano promesso più attenzione alle periferie. Quasi che chiudere un plesso scolastico fosse un buon modo per risparmiare. 

Segnaliamo che la Circoscrizione 2, nella persona della Presidente Luisa Bernardini, è stata presente a tutti i momenti pubblici di discussione sul tema.

In questo panorama, vi invitiamo a seguire le notizie su Facebook e a darci una mano a dare massima visibilità alla questione.

 

A.S.D.C. SPORTIDEA CALEIDOS